Per la pubblicità l'AI Act non prevede attenuazioni: vale sempre la piena disclosure, indipendentemente da quanto sia stata effettivamente utilizzata l'intelligenza artificiale nel contenuto. È una differenza netta rispetto alle opere creative, dove esiste un regime attenuato legato alla soglia della manipolazione sostanziale.
Perché la soglia è più alta per la pubblicità
La ragione non è arbitraria: un contenuto pubblicitario ha una funzione dichiaratamente persuasiva e commerciale, pensata per orientare una decisione di acquisto o di percezione del pubblico verso un brand. Il regolamento tratta questa categoria con uno standard più alto rispetto a un'opera creativa, dove l'intervento AI può essere uno strumento espressivo tra tanti, senza la stessa funzione diretta di persuasione commerciale.
Nessuna soglia minima di rilevanza
Nella pratica, questo significa che un'agenzia non può ragionare per gradi: "abbiamo usato l'AI solo per una piccola correzione colore" non è una soglia rilevante ai fini dell'obbligo. Se un sistema di intelligenza artificiale ha contribuito alla generazione o modifica del contenuto pubblicitario, la disclosure si applica, a prescindere dall'entità percepita dell'intervento.
Il punto operativo per le agenzie
Per chi gestisce campagne multiple e ricorrenti, il punto operativo diventa costruire un processo di documentazione ripetibile per ogni asset pubblicitario che utilizza strumenti AI, invece di valutare caso per caso se "vale la pena" documentare. È lo stesso principio dietro il DTC applicato al contesto specifico della pubblicità.
Fonti
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Domande frequenti
Un piccolo uso di AI in una campagna richiede comunque disclosure? Sì, per la pubblicità non esiste una soglia minima di rilevanza sotto cui l'obbligo non si applica.
La disclosure vale anche per i social media? Sì, l'obbligo riguarda il contenuto pubblicitario indipendentemente dal canale di diffusione.

