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Talent Management AI-Enhanced 3 giugno 2026

Volti e voci reali modificati con l'AI: cosa prevede l'art. 612-quater c.p. introdotto dalla L. 132/2025

La L. 132/2025 introduce una fattispecie penale per la diffusione non consensuale di volti o voci reali alterati con l'AI. Cosa cambia in pratica per chi produce contenuti.

Silhouette di un volto con onde sonore stilizzate, nessuna persona reale identificabile

In sintesi

  • La L. 132/2025, art. 26 (che introduce l'art. 612-quater c.p.), disciplina la diffusione non consensuale di volti o voci di persone reali alterati con l'AI.
  • Senza consenso, quando il contenuto è idoneo a indurre in inganno, si va oltre la compliance formale: la norma prevede una specifica fattispecie penale.
  • La documentazione di processo è un presidio difensivo importante, ma non sostituisce il consenso della persona coinvolta.
  • Il wizard del DTC include una clausola di consenso dedicata per i performer reali, coerente con l'art. 20 del CCNL Attori/Interpreti.

La Legge 132/2025, all'art. 26 — che introduce l'art. 612-quater del codice penale — disciplina la diffusione non consensuale di volti o voci di persone reali alterati con l'intelligenza artificiale: senza consenso, quando il contenuto è idoneo a indurre in inganno, si va oltre la compliance formale — la norma prevede una specifica fattispecie penale, punita con la reclusione da uno a cinque anni.

Un presidio distinto dal resto della compliance AI Act

È un punto che merita di essere separato con chiarezza dal resto degli obblighi di trasparenza AI Act: qui non si parla solo di documentare un processo, ma di un presidio che tocca direttamente la persona il cui volto o la cui voce viene utilizzata. La documentazione di processo — per quanto solida — resta un presidio difensivo aggiuntivo, non un sostituto del consenso effettivo della persona coinvolta.

Come si raccoglie il consenso nel wizard

Per chi produce contenuti che coinvolgono performer reali, il punto pratico è raccogliere un consenso esplicito e specifico prima di applicare qualsiasi modifica AI a volto o voce, distinto da un generico consenso contrattuale sull'ingaggio. Il wizard del DTC integra a questo scopo una clausola di consenso dedicata alla sezione performer reali, redatta in coerenza con l'art. 20 del CCNL Attori/Interpreti (vigore dal 1° marzo 2024).

Consenso e documentazione lavorano insieme

Il consenso raccolto correttamente, insieme alla documentazione di processo, costruisce una posizione difensiva molto più solida di quanto farebbe l'uno senza l'altro: da un lato la prova che la persona ha acconsentito consapevolmente, dall'altro la prova di come e dove quella modifica è stata effettivamente applicata.

Fonti

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Domande frequenti

Serve il consenso anche per un piccolo ritocco AI a un volto? Il criterio è se il contenuto è idoneo a indurre in inganno, non la dimensione tecnica dell'intervento — nel dubbio, va raccolto.

Cosa prevede l'art. 612-quater c.p. introdotto dalla L. 132/2025? Punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi diffonde, senza consenso, immagini, video o voci alterati con l'AI in modo da poter indurre in inganno sulla loro autenticità. La norma è contenuta nell'art. 26 della L. 132/2025.

Talent Management AI-EnhancedAI Act e Compliance

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