Guida operativa
AI generativa e tax credit MiC: cosa deve esserci nei contratti
Le linee guida ministeriali su IA generativa e tax credit non passano da un modulo da allegare: passano dalle clausole dei contratti con autori, interpreti ed esecutori. Ecco cosa devono prevedere.
TL;DR
- Le linee guida MiC intervengono sui contratti con autori, interpreti ed esecutori — non su una dichiarazione da allegare alla domanda.
- Autori e artisti devono poter non acconsentire allo sfruttamento della propria opera o prestazione da parte di sistemi di IA generativa.
- È vietato addestrare modelli per creare repliche digitali senza consenso esplicito; con il consenso, il compenso deve corrispondere a quello per la prestazione personale.
- Le side-letter che modificano le pattuizioni originarie comportano l'inammissibilità al credito d'imposta.
Perché il MiC è entrato nei contratti e non nei moduli
La scelta è meno ovvia di quanto sembri. Il credito d'imposta valuta costi, e i costi “sopra la linea” — soggetto e sceneggiatura, regia, interpreti principali — sono per definizione il compenso di un contributo umano. Se quel contributo può essere sostituito, replicato o riutilizzato da un sistema generativo, la natura stessa del costo cambia.
Invece di chiedere una dichiarazione a posteriori, il Ministero è intervenuto dove la questione si decide davvero: nel contratto tra chi produce e chi presta l'opera o l'interpretazione.
Cosa deve esserci nei contratti?
- Facoltà di diniego. Autori e artisti devono poter rifiutare che la propria opera o prestazione sia sfruttata da sistemi di IA generativa.
- Repliche digitali. Non è consentito addestrare modelli di IAG per creare repliche digitali senza consenso esplicito. Quando il consenso c'è, il compenso deve corrispondere a quello previsto per la prestazione personale — non è un accessorio a costo zero.
- Divieto di cessione. Immagine, voce e testo dell'artista non possono essere venduti a terzi operanti nel settore dell'IA generativa.
- Obbligo informativo. Gli artisti devono ricevere informazioni dettagliate sull'uso della propria prestazione.
- Nessuna sostituzione del contributo autoriale. Per gli autori non sono ammissibili clausole finalizzate a un uso dell'IAG che sostituisca il contributo umano.
Cosa succede se non lo faccio?
Il punto più netto delle linee guida riguarda le side-letter: l'uso di accordi collaterali che modifichino le pattuizioni originarie comporta l'inammissibilità al credito d'imposta.
Non è una sanzione proporzionale, non è una riduzione: è l'esclusione. Vale la pena leggerlo due volte, perché la side-letter è una prassi diffusa e in questo contesto diventa il modo più rapido per perdere il beneficio.
Cosa resta da dimostrare, e come?
Le linee guida non impongono un formato documentale, ma stabiliscono che l'ammissibilità si verifica sui contratti. Il che sposta la domanda: non “quale modulo compilo”, ma “cosa posso mostrare se qualcuno controlla”.
Nella pratica servono tre cose allineate tra loro: i contratti con le clausole richieste, la prova che nessun accordo collaterale le abbia modificate, e la ricostruzione di cosa è stato effettivamente fatto con l'AI durante la lavorazione. Le prime due sono un lavoro legale. La terza è documentazione di processo — ed è quella che, di norma, nessuno ha.
Cosa dice la norma
Le linee guida richiedono che i contratti prevedano clausole che consentano agli Autori di «non assentire allo sfruttamento della propria opera, o parte di essa, da parte di sistemi di intelligenza artificiale» e agli Artisti di «non assentire allo sfruttamento della propria immagine o prestazione professionale, o parti di esse, da parte di sistemi di IAG».
Allegato 1 — Linee guida DGCA su IA generativa e tax credit produzione nazionale, Ministero della Cultura, Direzione generale Cinema e audiovisivo.
Domande frequenti
Devo allegare una dichiarazione sull'uso dell'AI alla domanda di tax credit?
Le linee guida non prevedono una dichiarazione in quella forma. Intervengono sulle clausole contrattuali con autori, interpreti ed esecutori.
Riguarda tutti i costi o solo alcuni?
I costi interessati sono quelli “sopra la linea” relativi alle prestazioni professionali: contratti con autori, interpreti ed esecutori, inclusi doppiatori, adattatori e dialoghisti.
Posso usare l'AI in produzione?
Sì. L'uso dell'IA per preparazione, produzione, distribuzione, sfruttamento, commercializzazione e promozione dell'opera è ammesso. I limiti riguardano lo sfruttamento delle prestazioni delle persone.
Ho già firmato contratti senza quelle clausole. Cosa faccio?
È una domanda per il vostro legale. Segnaliamo solo che integrare a posteriori con una side-letter è esattamente ciò che le linee guida sanzionano con l'inammissibilità.
C'è una soglia percentuale di AI oltre la quale scatta l'obbligo?
Nell'Allegato 1 non è indicata alcuna soglia.
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